Metti piede in Parlamento anche solo per una legislatura e come per incanto non paghi un euro per i tuoi viaggi. Trasferta di lavoro o gitarella con famiglia poco importa. Il mezzo lo scegli tu: treno, traghetto, automobile, aereo. La casta tratta bene i suoi affiliati, siano essi in esercizio oppure no. Già, perché il senatore che abbia scaldato la poltrona vellutata di palazzo Madama nella V legislatura, anno 1968, governi Leone e Rumor, s’è pure guadagnato il diritto a spostarsi gratis. Tutto a spese dello Stato. È il caso di Emilio Bonatti, ex Pci, fuori dalle stanze del potere da 37 anni. Oppure un altro, preso a caso tra il battaglione dei 1.056 ex senatori: Gian Mario Albani, classe 1927, ex partigiano, anch’egli eletto nelle file del Pci nel ’68. Pure lui sono decenni che viaggia a sbafo. Tanto paga Pantalone. Il quale scuce all’anno, e solo per gli ex senatori, 1.736.000 euro. Mica vorremmo far metter mano al portafoglio a chi ci ha rappresentati nella fabbrica delle leggi, anche solo per pochi anni, quando arriva al casello di Melegnano sud. O prima di fare il check-in a Fiumicino o dopo la fila alla stazione di Bologna. Giammai.
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