La tradizione araba accenna a locali, dove, verso la fine del XIV secolo, persone pie si radunavano in preghiere e sorbivano caffè per prolungare le veglie e la meditazione. Dallo Yemen dove era in voga, quest’uso si diffuse ad altre regioni, e nel locale cominciarono a radunarsi anche i profani ascoltando musica o giocando a scacchi. Sul finire del XVI secolo, apparvero al Cairo, in Egitto, i primi caffè pubblici che poi si diffusero in Siria e in seguito a Costantinopoli. Navigatori e mercanti ne portarono notizia a Venezia, e qui fu aperto nel 1640 il primo locale del genere in Europa. Al principio del XVIII secolo le botteghe del caffè erano diffusissime in tutte le grandi città d’Europa, e ben presto divennero luoghi di raduno di illustri personaggi.
A Venezia, il famoso caffè Florian ebbe tra i suoi frequentatori Gozzi. Algarotti, Byron. Rousseau. Canova, Pellico e molti altri. Nel XIX secolo raggiunsero fama il Michelangelo a Firenze, il Pedrocchi a Padova, l’Aragno e il Greco a Roma.



