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Quando si aprirono i primi caffè?

La tradizione araba accenna a locali, dove, verso la fine del XIV secolo, persone pie si radunavano in preghiere e sorbivano caffè per prolungare le veglie e la meditazione. Dallo Yemen dove era in voga, quest’uso si diffuse ad altre regioni, e nel locale cominciarono a radunarsi anche i profani ascoltando musica o giocando a scacchi. Sul finire del XVI secolo, apparvero al Cairo, in Egitto, i primi caffè pubblici che poi si diffusero in Siria e in seguito a Costantinopoli. Navigatori e mercanti ne portarono notizia a Venezia, e qui fu aperto nel 1640 il primo locale del genere in Europa. Al principio del XVIII secolo le botteghe del caffè erano diffusissime in tutte le grandi città d’Europa, e ben presto divennero luoghi di raduno di illustri personaggi.

A Venezia, il famoso caffè Florian ebbe tra i suoi frequenta­tori Gozzi. Algarotti, Byron. Rousseau. Cano­va, Pellico e molti altri. Nel XIX secolo rag­giunsero fama il Michelangelo a Firenze, il Pedrocchi a Padova, l’Aragno e il Greco a Roma.

Il caffè, una necessità politica?

Nel 1721, si contano a Parigi circa 300 caffè; settant’anni dopo, al tempo della rivoluzione, sono 2000. Alcuni acquistano grande notorie­tà: al café Anglais, in quai de Conti, si possono leggere i giornali inglesi e il café du Croissant dà il suo nome a una strada. Nei caffè vicini al Palais-Royal. regna la promiscuità sociale più completa: truffatori accanto a onorabili com­mercianti e donne di facili costumi, fianco a fianco con signore della borghesia. Durante i dibattiti della rivoluzione, la politica si impa­dronisce dei caffè. Vi si commentano le sedute dell’Assemblea nazionale e oratori come Ca-mille Desmoulins salgono sui tavoli per meglio soggiogare l’auditorio.

Talvolta il padrone ap­profitta di questo fermento per aumentare i prezzi delle consumazioni. I repubblicani cambiano allora luogo di riunione e vengono sosti­tuiti dai monarchici. I nuovi caffè si moltiplica­no come funghi dopo la pioggia e ostentano insegne secondo il gusto dell’epoca: Liberté conquise, Herculanum.

Il caffè sotto analisi , quali sono i suoi effetti?

Il chicco di caffè nasce da piante che prendono il nome di Cofffea e tra 60 specie solo 25 possono essere utilizzate per il commercio. La qualità di un buon caffè si nota prima di tutto dal profumo , infatti proprio per questto se si macina il chicco poco prima del’uso sicuramente ci risulterà essere più buono. Al momento della preparazione il caffè lascerà una schiuma che se sarà bruno-rossiccia ci rassicura sul sapore che avrà la nostra bevanda.


Ovviamente è da controllare anche la dnsità per far si che il caffè non risulti essere molto acquoso. E’ bene non raffreddare il caffè prima di averlo servito , la bevanda viene gustata meglio se calda , inoltre è necessario usare acqua leggere e non pressare la polvere nella caffettiera. Per quanto riguarda tutti i suoi effetti esso più sembrare un’aroma eccitante. Stimola l’intelligenza la fantasia e la creatività ed inoltre aiuta il risveglio . Attivarsi dopo un sonnellino non sembra essere cosa facile , noi tutti cerchiamo quindi sopratutto al mattino di aiutarci con il caffè ma secondo gli ultimi studi , è possibile anche solo annusare la polvere di caffè, la moka metterà sull’attenti tutti i nostri geni addormentati. Bere il caffè inoltre può aiutarci a perdere peso , poichè il suo contenuto riesce a distrarre il nostro metabolismo dalla mancanza di cibo che sosteniamo durante una dieta. Ma attenzione perchè usato in modo eccessivo e nel modo sbagliato può essere molto nocivo . Infatti per le donne in attesa è meglio stare lontane dal caffè poichè essenso molto intenso può arrivare alla placenta con il rischio di non essere metabolizzato portando problemi al feto , arrivando anche all’aborto. Ed infine bisogna ricordare che la caffeina eccessiva più portare stress e allucinazioni nel soggetto . Sentire suoni che non esistono o vedere cose invisibili non è una novità per chi fa un abuso di caffè , il sistema nervoso quando beviamo il caffè viene irritato e messo a dura prova. Ma nonostante ciò al rito del caffè nessun italiano riesce a resistere e nei bar non c’è altro che la tentazione di assaporare le miglior delizie dei barman che continuano a divertirsi con gusti sempre più stravaganti . Insomma offrire un caffè ad un amica e fare due chiacchiere non è mai cosi male .

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