Nell’oceano Pacifico, un immenso triangolo, i cui vertici sono la Nuova Zelanda, l’isola di Pasqua e le isole Hawaii delimita l’area della Polinesia. I suoi abitanti vi sono giunti con piccoli apporti successivi dal Sud-Est asiatico e perfino dalla Cina meridionale per occupare circa 350 isole, tutte piccole tranne la Nuova Zelanda. I Polinesiani, che vivono al centro del più vasto oceano del mondo, sono diventati esperti pescatori e ricavano dal mare più del 50% del loro nutrimento. La fauna terrestre è molto limitata, gli animali domestici (il maiale nero e la gallina), sono scarsi. Non vi sono cereali, ma. in compenso, l’albero del pane, i banani e tre tuberi, il taro (calcio).
Cucine primitive: I Boscimani
Tutta l’Africa del Sud era un tempo abitata dai Boscimani che, annientati o quasi dai fucili dei bianchi o dalle zagaglie dei Bantu, si sono rifugiati in regioni desertiche composte da una distesa di paludi e da una steppa arida. Ne sono rimasti circa 7500 che vivono senza praticare l’agricoltura e l’allevamento. Devono raccogliere i frutti, dissotterrare i tuberi, catturare le mosche, i piccoli rettili o i batraci (rane e rospi). Ma devono soprattutto cacciare intorno ai rarissimi punti d’acqua e con grande difficoltà, perché la selvaggina è rara e diffidente. Usano un arco leggero e corto, tirano frecce avvelenate (veleni di origine vegetale, animale, minerale, come quelli delle rocce che contengono arsenico).
Cucine primitive: I Pigmei
Questi uomini «alti un cubito» (tale l’etimologia greca) abitano all’interno della foresta equatoriale in”alcune zone del Congo, dello Zaire e del Ruanda. Gli alberi della foresta immensa, nella quale vivono, raggiungono un’altezza di cinquanta metri. Il sottobosco è molto fitto (arbusti, erbe e pianticelle) e ad altezza d’uomo. Il suolo è ricolmo d’acqua e conserva un’umidità costante. La luce è scarsa. Ma i Pigmei sono perfettamente adattati a questo habitat. La foresta è la fonte di tutto ciò di cui hanno bisogno. Procura loro i frutti, le bacche e i tuberi necessari. Vi trovano anche i funghi, il miele delle api selvatiche, le termiti, grosse lumache, pesci, gamberetti, e altro ancora.
Qual è la storia del cioccolato?
Introdotto in Europa dal Messico ad opera degli Spagnoli, entra nei salotti parigini grazie a due regine di Francia di origine spagnola, Anna d’Austria e Maria Teresa. L’adattamento è facilitato dal fatto che si attribuiscono al cioccolato qualità digestive. Lo si acquista difatti dagli speziali (cosi erano chiamati anticamente i farmacisti) che nel XVIII secolo vengono sostituiti, in questa attività, dai venditori ambulanti. Il cioccolato entra poi definitivamente nelle abitudini europee nel 1824, quando sorge in Francia la prima fabbrica di cioccolato industriale: nel 1869 la sua produzione raggiunge le 4000 t.
Oggi i maggiori produttori di cioccolato sono gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Germania Occidentale, la Svizzera e l’Italia. La produzione italiana è in grado di competere con quella straniera e ha i suoi centri maggiori a Torino. Milano e Perugia.
Quali sono i principali tè?
Ne esistono numerose categorie provenienti da diversi paesi. Non affumicati, i tè di Ceylon hanno un sapore meno aspro dei tè cinesi generalmente tostati e meno facili da bere. In Italia, i migliori tè in commercio sono gli Earl Grey. gli Orange Pekoe a foglie intere che danno una bevanda leggera e dolce, perfetta per il pomeriggio, e i Flowery Pekoe, ricchi di profumo. Meritano inoltre di essere ricordati i tè profumati a un’essenza particolare come il gelsomino e il bergamotto
Quando si aprirono i primi caffè?
La tradizione araba accenna a locali, dove, verso la fine del XIV secolo, persone pie si radunavano in preghiere e sorbivano caffè per prolungare le veglie e la meditazione. Dallo Yemen dove era in voga, quest’uso si diffuse ad altre regioni, e nel locale cominciarono a radunarsi anche i profani ascoltando musica o giocando a scacchi. Sul finire del XVI secolo, apparvero al Cairo, in Egitto, i primi caffè pubblici che poi si diffusero in Siria e in seguito a Costantinopoli. Navigatori e mercanti ne portarono notizia a Venezia, e qui fu aperto nel 1640 il primo locale del genere in Europa. Al principio del XVIII secolo le botteghe del caffè erano diffusissime in tutte le grandi città d’Europa, e ben presto divennero luoghi di raduno di illustri personaggi.
A Venezia, il famoso caffè Florian ebbe tra i suoi frequentatori Gozzi. Algarotti, Byron. Rousseau. Canova, Pellico e molti altri. Nel XIX secolo raggiunsero fama il Michelangelo a Firenze, il Pedrocchi a Padova, l’Aragno e il Greco a Roma.
A che temperatura si serve la birra?
Le birre di fermentazione inferiore (o di fermentazione bassa), del tipo Pilsen, Dortmund, Vienna o Monaco devono essere bevute a una temperatura fra i 7 e i 9 °C. Quelle a fermentazione superiore (o a fermentazione alta), tipo Pale Ale, Porter, Stout, Scotch Ale, sono al meglio della loro «forma» a una temperatura dai 10 ai 12 °C. I boccali di gres offrono il vantaggio di conservare la birra alla giusta temperatura. I maggiori produttori di birra sono gli Stati Uniti, la Germania Occidentale, la Gran Bretagna e l’Unione Sovietica. Perché la birra rimanga genuina e inalterata, la spedizione da un paese all’altro viene effettuata in vagoni frigoriferi.
Sigla VCC, VDQS, DOC, cosa sono?
L’Istituto nazionale delle denominazioni di origine (INDO) che dipende dal ministero dell’Agricoltura ha proceduto alla classificazione dei vini. La denominazione semplice indicata su un’etichetta implica la dichiarazione del luogo d’origine e la gradazione alcolica. Esempio: vino di Sardegna, 14°. Il VCC (vino di consumo corrente) esclude le menzioni: vigneto, castello, torre, tenuta, cru, monte, mulino, costa, campo. Espressioni fantasiose come «gran riserva», «vino superiore», «selezionato», «brut de brut» non hanno alcun significato.
I VDQS (vini delimitati di qualità superiore) sono vini regionali di buona qualità le cui condizioni di produzione e vinificazione sono controllate. Quanto al DOC (denominazione di origine controllata) sono i grandi vini d’Italia. La menzione «denominazione d’origine controllata» deve figurare obbligatoriamente sull’etichetta.
NEL 2010 1.4 MILIARDI DI CELLULARI VENDUTI!
1,4 miliardi di unita vendute solo nel 2010, lo dice l’ IDC che diffonde i dati relativi all’anno appena trascorso.
Dal 2009 a oggi il mercato del mobile è salito del 16%.
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